Ciò che oscura il cuore

Ciò che oscura il cuore

Ciò che oscura il cuore

“Chiunque può iniziare a praticare yoga. Il punto da cui iniziamo è assolutamente personale e individuale, è il punto preciso in cui ci troviamo in questo momento.
Ma perché iniziamo questo viaggio? Perché sentiamo che non stiamo dando il meglio a noi stessi e agli altri, perché ci accorgiamo che un velo di insoddisfazione vincola il nostro corpo e oscura il nostro cuore. E’ il velo di avidya, la mancanza di comprensione. Siamo profondamente confusi rispetto a chi realmente siamo, noi stessi e gli altri. Siamo confusi nella comprensione delle nostre azioni e dei risultati delle nostre azioni.
[…]
Lo scopo ultimo dello yoga è ridurre avidya, ridurre a poco a poco la confusione che oscura la nostra comprensione. Quando, attraverso la pratica dello yoga, raggiungiamo una comprensione più lucida ed equilibrata, un grado più elevato di chiarezza nella comprensione di noi stessi, degli altri e della realtà, allora proviamo pace e tranquillità. C’è un senso di contentezza che nulla ci può togliere. Un senso di profonda contentezza interiore, svincolata dal possesso, dalle sensazioni o dal giudizio altrui.

tratto da: T.K.V. Desikachar, Il cuore dello yoga. Come sviluppare una pratica personalizzata

Ricevuto via email da Gabriele Bonetti, insegnante di yoga, Ciò che oscura il cuore