Il viaggio, è quel filo comune che lega la nostra storia – 2a parte

Il viaggio, è quel filo comune che lega la nostra storia – 2a parte

Articolo tratto dalla Conferenza “Uscire dagli schemi dolorosi, dalle ripetizioni apparentemente casuali della nostra vita”, 2 parte. Monica Massa Shreya

La mia realtà esterna corrisponde alla realtà interna.
Quando internamente sarete cambiati, la vostra realtà esterna si manifesterà a voi, diversamente. Osservate se nella vostra esperienza vi è questa conferma.
Quando si è coinvolti emozionalmente in quel risultato, si rimane intrappolati. Ad esempio, se si dice “Io voglio quella persona lì, perché ne ho bisogno, e si continua ad attirare quell’energia lì. Quale che sia la forma maschile o femminile che l’incarna”.
Il processo continua a ripetersi, perché si è intrappolati in quella forma energetica, ad esempio di un maschile assente, o aggressivo, o trascurante; oppure di un femminile non accudente o svilente o passivo.


Osservate quale che sia la forma energetica perpetuata e la richiesta d’amore, all’altro. Quale sarà l’elemento che metterà in atto la vera trasformazione? Sarà il momento in cui imparerete a “sentire” di meritare rispetto e amore. Ovviamente siamo tutti diversi.
Di recente, un paziente affermò, durante una seduta, “Ho deciso di rivoluzionare la mia casa. In pratica, ho riordinato, ho buttato via tutto, anche le cose che avevo lì da anni”. Aveva voglia di alleggerirsi, anche simbolicamente ovviamente. Era un suo passaggio. Voleva “fare spazio”, legittimarsi, dentro di sé. Pensate, tra l’altro, a quante cose riempiono la vostra casa, i vostri spazi, e anche se questi oggetti sono rappresentativi della vostra interiorità. A parte poi, doversene occupare, pulire, sistemare, che non è cosa da poco, questi ci tengono, comunque legati. Se poi vi domandaste, quali siano le cose e gli oggetti cui siate veramente legati, attaccati? Saranno sicuramente delle rappresentazioni di voi. Quante sono? Sono poche o tante, secondo voi?


Non viviamo in un luogo, dove gli oggetti, definiscono chi siamo. Nulla, se non noi, dovrebbe definire chi siamo. Staccarsi dalle cose di cui non abbiamo bisogno, diviene una delle forme di pulizia energetica. Ci sono dei passaggi della vita, in cui ci allontaniamo da certe persone, momenti in cui non abbiamo più voglia di stare in certi ambienti perché è cambiata la nostra energia. Il cambiamento può essere legato anche al cibo, al luogo di vita, a chi c’è accanto, appartiene a Noi. Io ho adottato tempo fa, questa parola che mi piace tantissimo, con le mie care amiche Anna e Cristina, compagne nei nostri viaggi spirituali in India, da diversi anni, noi ormai si parla delle famiglie spirituali. Da intendersi nel senso, non solo di essere in una forma biologica, ossia “Sono figlia di…, sono madre di…, sono padre, fratello, marito, amico, sorella…”, ma un passaggio di appartenenza, di cammino e di condivisione, avere vicino a voi, le famiglie spirituali, formate da chi è nel vostro cuore.


Dove mi sta nel cuore il loro Bene, il loro cammino evolutivo, fatto di passaggi, di fratellanza, no?
Sempre più frequentemente, si ha la necessità di non sentirsi soli. Non lo siete, mai. Sentitevi uniti nell’Amore del Cielo, sentitevi accolti e amati, sorridere alla vita. Il nostro è un cammino insieme in Terra, cari fratelli e sorelle. Uno sguardo, un abbraccio. Sono abituata ad abbracciare quasi tutti, l’ho imparato dalla mia Maestra spirituale, lei abbraccia sempre, tutti.
Magari è solo un tragitto. Magari è un giorno, magari è un’ora, magari è un anno, o per dieci anni, chissà? Ma è di cuore, è per il Bene dell’altro, per me e per il bene dell’altro.