Meditazioni

Le Meditazioni Guidate collettive sono effettuate settimanalmente, sempre il martedì alle ore 19 on line, per partecipare conferma a lifecreate@icloud.com

Le meditazioni guidate sono pubblicate e disponibili sul canale di YouTube e su Anchor il podcast audio su Spotify Pillole di Luce Shreya


La meditazione insieme allo studio dello sviluppo della coscienza e il Servizio sono i mezzi per mettere in contatto se stessi con il proprio Sè e il proprio Sè al gruppo.

Lo scopo della meditazione è di mettere la personalità in rapporto con l’anima, allineando la personalità con l’ego al Sè superiore, all’anima.

Consigli pratici:

• meditate sempre come prima cosa al mattino, se possibile;
• siate regolari nella meditazione;
• dedicare dai venti/venticinque minuti ai trenta minuti, alla meditazione ogni mattina;
• cerca possibilmente di meditare sempre nello stesso luogo;
• prima e dopo la meditazione intonate la sacra sillaba OM;
• tenete una posizione a gambe incrociate possibilmente con la schiena erette senza assumere tensioni.

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Meditare è guardare in profondità nel cuore delle cose.

THICH NHAT HANH


LE FASI delle MEDITAZIONE

L’obiettivo iniziale della Meditazione è di iniziare a focalizzarsi sul respiro, lo stadio iniziale della concentrazione per riportare coscienza al respiro, è il primo passo, del controllo della mente. La mente è vagante non si può tenerla ferma. Segue come stadio della Meditazione, il prolungato focalizzarsi dell’attenzione e mantenere la mente ferma sul concetto voluto (seme o senza seme). La meditazione sul seme serve ad acquisire le capacità di concentrazione.
L’uomo quando medita mira a due cose: 1) a formare pensieri e far scendere nei livelli concreti del piano mentale, idee astratte ed intuizioni si chiama la meditazione con seme; 2) ad allineare l’Ego e a creare quel vuoto tra il cervello fisico e l’Ego, che provoca il flusso divino e la conseguente rottura delle forme con la liberazione che ne sussegue. Questa si può dire è la Meditazione senza seme. La Contemplazione, come stadio successivo della meditazione, dove l’attività dell’anima, distaccata dalla mente, è mantenuta in uno stato di acquiescenza. L’Illuminazione, è il risultato dei tre processi precedenti, implicante la trasmissione nella coscienza cerebrale della conoscenza acquisita. E infine l’Ispirazione, il risultato dell’illuminazione quale si manifesta nella vita di servizio.

Quante definizioni esistono per la parola Meditazione? Non le citerò tutte naturalmente, anzi ne sottolineerò solo una ‑ La Meditazione è uno stato in cui si entra in contatto con se stessi, non si tratta di fuggire ma di smettere di seguire l’Ego e di diventare testimoni di se stessi. 

La Meditazione guidata collettiva praticando l’OM Chanting ripetendo la sacra sillaba OM 108 volte e con pensieri seme per elevare la mente verso il sacro cuore sempre con lo scopo di mantenere la mente focalizzata su un suono o su un pensiero elevato.

Lo scopo è di elevarsi al di sopra di ogni conflitto o distorsione che possiamo incrociare nel cammino e vederli come un’opportunità di crescita in saggezza e forza spirituale.
Mentre la turbolenza ed il caos aumentano, restiamo centrati nel nostro Sacro Cuore, e dove restiamo disciplinati e concentrati sulla nostra visione di un futuro attraverso la saggezza della nostra Sacra Mente, la Mente alta. 
Questa è la maestria di Sé.
Tutti noi abbiamo avuto migliaia di vite, in questo ed in altri sistemi stellari e realtà, in una grande varietà di forme fisiche ed eteriche. Molte vite semplici e molte esperienze grandiose nelle quali usammo i nostri talenti e doni al massimo del loro potenziale.
Per tutti noi questa è una vita di equilibrio, per mezzo della quale stiamo cercando di riunire tutti gli aspetti della nostra Essenza.

IL MANTRA OM ‑ Come usarlo e a cosa serve 
Il Mantra OM si può anche usare come sottofondo durante altre attività quotidiane. 

L’OM è il suono della vita. Libera l’anima dall’annebbiamento e svela la gloria del Sè divino. Pulisce energeticamente l’ambiente domestico, mantiene la mente ferma alla luce e connette la personalità all’anima, al Proposito dell’anima. 

Intensificando la pratica prima si avrà l’indifferenza, poi seguirà il discernimento e infine il distacco. È una lezione dura ma una volta raggiunta servirete il Piano. 

Pratico la meditazione da oltre vent’anni, imparandola inizialmente in India e via via sperimentando diverse pratiche di meditazione, dalla Vipassana fino alla scuola sulla scienza della meditazione.

La meditazione conduce in primis alla concentrazione della mente, dopo all’allineamento e alla meditazione, fino alla contemplazione. Una volta raggiunto quel punto elevato bisogna sforzarsi di mantenerlo con la pratica. 
Praticando si accederà ad altro, alla vostra visione e realizzazione.

Cosa si impara con la pratica della MEDITAZIONE? 
Quando la mente rallenta e si calma si impara a DISCERNERE.
Durante la meditazione non solo si ricevono le impressioni ricevute al cervello dai cinque sensi, ma si inizia a vedere – come il “desiderio” della mente conduca la nostra esistenza, esso è perennemente in lotta verso un punto di arrivo, senza fine. 
Se il desiderio proviene dalla forma come si può raggiungere un’attività elevata? 
E se il Desiderio invece divenisse elevato, se provenisse da un Proposito elevato come cambierebbero la vostra vita?

Ramana Maharshi scrive:
“Un pensiero è un movimento energetico, ha un suo spessore, una sua massa energetica, quindi per quanto possa essere apparente, esso all’interno del suo sistema di riferimento, esiste. L’energia su questi piani può trasformarsi come forma, non cessare di esistere.
Dato che la pura realtà si manifesta al cessare del movimento, occorre che il pensiero (auto indotto) cessi. Per fare questo occorre che si esaurisca l’energia che lo sostiene, ossia occorre smettere di alimentarlo. Una pratica meditativa prima permette di raggiungere la concentrazione per iniziare questo processo (meditazione con seme), poi serve a smettere di alimentare i pensieri (meditazione senza seme). Durante le due fasi (meditazione con seme) e (meditazione senza seme), avviene che alcuni pensieri o contenuti (la differenza è nell’energia che sostiene il pensiero, un pensiero molto radicato è una vasana o contenuto e si trasforma in un seme causale) si mostrino più forti e di disturbo perché non più velati dagli altri”.
Quale meditazione praticare? Acquisire la capacità di concentrarsi e per iniziare è opportuno avere in consapevolezza: essere presenti a se stessi. Imparare a vedere la realtà per come è, senza aderire alle azioni, ma lasciando libera l’espressione dei suoi frutti, oppure vedendo tutto come l’espressione del Divino e quindi non appartiene al noi oppure come espressione del movimento che discriminiamo nel distacco.
E’ una meditazione guidata con parole per innalzare la vibrazione e imparare ad avere contatto verso l’interno, verso se stessi. Pian piano praticando possibilmente con costanza si osserverà un cambiamento nei pensieri nelle emozioni e nelle azioni personali. La percezione dei sensi verrà sostituita con l’intuizione e la conoscenza diverrà saggezza. La mente conosce due oggetti: il mondo esteriore mediante i cinque sensi e il cervello e l’anima e il suo mondo. La meditazione produce l’unione, l’unificazione. La natura emotiva si purifica e riflette l’amore dell’anima. La verità è dentro di noi.

Patanjali sottolinea questo punto dicendo: “Il trasferimento della coscienza da un veicolo inferiore ad uno superiore fa parte del processo creativo ed evolutivo”.